L’ultimo rebetiko – Giorgos Skambardonis

Se mi segui su Instagram o ti è capitato di bazzicare già su questo sito saprai della mia passione per la musica rebetika, parte ineliminabile della cultura e dell’identità greca moderne. Avrai inoltre già visto citato questo libro, di cui però voglio parlarti un po’ più diffusamente. Il titolo in italiano è L’ultimo rebetiko, ma in originale è Ouzerì Tsitsanis.

Intorno a questa ouzerì (dove si beve ouzo e spesso si ascolta musica) si sviluppa tutto il racconto ambientato nella città di Salonicco. Ed ecco perché ho voluto raccontartelo: la città è molto presente e la si percorre durante tutto il romanzo, spingendosi anche un po’ fuori dai suoi confini urbani.

Ma Tsitsanis chi è? Vassilis Tsitsanis, oltre che un perfetto personaggio da romanzo, è stato una persona reale, tra i più importanti rebetes della Grecia dagli anni ’30 alla sua scomparsa negli anni ’80. Qui lo incontriamo negli anni ’40 durante l’occupazione tedesca di Salonicco, nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale. In quegli anni aprì effettivamente una sua ouzerì a Salonicco, dove rimase fino al ’46. Vi si esibiva proponendo le sue canzoni di maggior successo di quel periodo. Tra di esse Sinnefiasmeni Kiriakì, che dà anche il titolo al film tratto dal romanzo di Skambardonis. Le canzoni compaiono spesso tra queste pagine, in qualche caso sorprendiamo Tsitsanis proprio mentre le scrive.

Oltre alle canzoni si nominamo anche molte vie, diversi quartieri, monumenti specifici di Salonicco che non è solo sfondo ma protagonista a sua volta. Muovendoci dentro la città, o appena fuori, siamo immersi totalmente nell’epoca che l’autore racconta ricostruendola con grande precisione, in tutto il suo orrore quotidiano, con la cupezza che chi l’ha vissuta ricorda vividamente.

Nonostante il titolo non è Tsitsanis il centro del racconto e per la verità neanche il rebetiko. Nella finzione la ouzerì appartiene a un’altra persona, che è il protagonista della vicenda intorno a cui ruota il romanzo. Giorgos ufficialmente è il proprietario della ouzerì e di tanto in tanto aiuta il padre nella falegnameria ma in realtà sotto le assi del laboratorio nasconde un segreto. Collabora con la Resistenza e con lui lo fa Estrella, una ragazza ebrea che di lì a poco scomparirà insieme ad altri 50.000 ebrei della città che tra marzo e agosto del 1943 furono deportati ad Auschwitz. Se ne salvò un migliaio appena. Il volto della città cambiò per sempre visto che gli ebrei costituivano la maggioranza assoluta della popolazione cittadina. Visitare Salonicco ignorando questo trauma cruciale non ti darebbe un’immagine veritiera della città.

L’affresco del periodo è molto efficace, reso più realistico dalla dovizia di particolari relativi a luoghi, vie, case e persone che le abitano. Si percepisce continuamente la presenza minacciosa delle truppe tedesche, la paura dei collaborazionisti, i timori legati a un’imminente tragedia che si avverte nell’aria – e che avverrà di lì a poco – ma anche la fame, le privazioni, gli arresti e le torture. E tuttavia, in questo buio colmo di disperazione, la musica è un tenue ma ben visibile raggio di luce, temporaneo rifugio, breve consolazione dalle afflizioni.

ultimo rebetiko skambardonis

Dove: Salonicco
Quando: anni ’40 del ‘900
Titolo: L’ultimo rebetiko
Autorə: Giorgos Skambardonis
Traduzione: Maurizio De Rosa
Editore e anno: ETPBooks 2018
Genere: romanzo
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