Il fiume senza sponde. Trattato immaginario – Juan José Saer

Ho letto Il fiume senza sponde di Juan José Saer viaggiando completamente da sola su un vecchio bus tra le vie più interne della Sicilia. Quando sono salita a bordo l’autista mi ha chiesto se fossi proprio sicura di dover andare proprio lì, pensava avessi sbagliato corsia visto che di fianco partivano le corse per Taormina e c’era una gran folla. Ero sicura.

Mi piace andare dove a nessuno interessa arrivare quanto mi piace leggere libri di luoghi dove forse non metterò mai piede. Mi piace anche l’idea di straniamento che produce leggere di un viaggio nell’altrove mentre mi dirigo verso un altro luogo. Gli ingredienti perché mi piacesse c’erano tutti. E non hanno tradito le aspettative.

Proprio come annuncia il sottotitolo questo libro è un Trattato immaginario. Non esattamente un libro di viaggi né propriamente un saggio ma neanche un libro di storia tout court. È tutte queste cose insieme con una spruzzatina di personal essay. Il protagonista non è chi compie il viaggio e lo racconta, è il luogo stesso. Anzi i luoghi al plurale, uniti insieme da un fiume. Il Río de la Plata.

L’immenso corso d’acqua che più che disgiungere unisce, nasce esso stesso dall’unione di due fiumi, l’Uruguay e il Paraná. Sulle sue sponde si affacciano Buenos Aires e Montevideo e hanno vissuto popoli dimenticati, avidi conquistatori, la Storia che sta sui libri e quella che ne è stata esclusa, le miriadi di storie di persone comuni che con il fiume hanno avuto a che fare per scelta, destino o accidente.

Il libro racconta la storia del fiume che l’esploratore Juan Díaz de Solís, quando vi giunse, battezzò il Mar Dulce. Ne ripercorre le vicende più clamorose e quelle a cui nessuno ha mai badato, del passato più remoto e del presente più stringente. E parlando del fiume parla di stagioni e di paesaggio, di popoli oppressi e di oppressori, di vento e di cavalli nella pampa e di toponomastica (una delle mie passioni). E ancora della fondazione di Buenos Aires, della dittatura, di letteratura.

Non c’è pagina di questo libro che non mi abbia svelato qualcosa che non sapevo, aperto gli occhi su realtà lontanissime che non sospettavo, incuriosito su aspetti della cultura argentina che avevo solo sfiorato, o sempre ignorato. Ho anche appuntato nuovi libri da cercare. Amo i libri che mi conducono verso altri libri. E poi mi ha fatto venire voglia di trovarmi davanti al fiume per indovinarne il vero colore e di fronte alla sconfinata pianura per vedere se è vero che:

La particolarità della pianura non è l’orizzonte infinito, ma la capacità di distorcere, in molti modi, le nostre percezioni. In primo luogo lo fa attraverso lo spazio vuoto e smisurato che facilita il proliferare dell’identico… dato che all’apparenza nulla cambia quando si sposta lo sguardo, l’immaginazione somma i frammenti e crea l’illusione dell’infinito.

fiume senza sponde saer

Dove: Río de la Plata
Quando: nel tempo
Titolo: Il fiume senza sponde. Trattato immaginario
Autorə: Juan José Saer
Traduzione: Gina Maneri e le allieve della scuola di traduzione Tuttoeuropa
Editore e anno: La Nuova Frontiera 2019
Genere: saggi
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