Sentieri nel ghiaccio – Werner Herzog

Quando ho ricevuto Sentieri nel ghiaccio di Werner Herzog a Natale sono rimasta a bocca aperta non solo perché me lo ha regalato a sorpresa una cara persona ma anche perché aveva indovinato: mi incuriosiva leggere in una veste diversa dal solito un regista i cui film avevo amato. E infatti avevo questo libriccino in wishlist. Non era nato per la pubblicazione, era un diario destinato a restare personale. E come tale riporta le impressioni di viaggio con tanto di data.

Racconta il viaggio a piedi che l’autore compì nell’inverno del 1974 da Monaco di Baviera fino a Parigi per andare a trovare una persona amica e malata, la critica e storica del cinema Lotte Eisner che lottava tra la vita e la morte. L’insensatezza del viaggio a piedi per raggiungere una persona in pericolo di vita, che si rischia di non rivedere più, è solo apparente. Werner Herzog si convince che solo finché camminerà, dedicandole quel gesto e quell’impresa, Lotte resterà viva. Per aspettarlo.

Alla fine la sua amica si salverà, lui la raggiungerà il 14 Dicembre, di sabato. Era entrato in città il giorno prima dopo aver camminato tutta la notte. Alle spalle 22 giorni a piedi attraverso l’Europa profonda. Quella della provincia sonnolenta, dei campi a perdita d’occhio, delle casette da weekend vuote, degli alberghetti sperduti e dei fienili dove talvolta si ferma a dormire. Procede senza aver pianificato il viaggio, mappa alla mano e senso dell’orientamento traballante.

C’è da supporre che io abbia preso una serie di decisioni sbagliate circa l’itinerario e a posteriori risulta che gli sbagli si sono sommati al percorso giusto; il guaio è che io dopo un errore riconosciuto non ho il coraggio di fare dietrofront, ma preferisco rimediare commettendone un altro.

In più di una occasione pensa di non farcela ma continua ad andare avanti sopportando la fatica, la pioggia, il vento e la neve, i vestiti inzuppati, un aspetto che gli merita occhiate poco accoglienti, il dolore al tendine d’Achille infiammato. Si concentra sul corpo, sulle sue sensazioni e sull’atto del camminare: “la conoscenza viene dalle suole.”

Spesso lo sguardo si espande dal paesaggio interiore a quello che lo circonda e il racconto diventa un riflessione più ampia sull’anima dell’Europa, quella più arcaica rimasta intatta ma dimenticata oppure stuprata dal mondo moderno delle fabbriche e delle case di villeggiatura. Ma anche, e qui si toccano vette di lirismo, sulla vita e sulla morte.

Fin qui sembra solo il racconto meditabondo di una persona che si ritrova sola con se stessa e riflette su quel che non si ha il tempo di mettere a fuoco dentro la vita indaffarata di ogni giorno. Ma Werner Herzog è anche un grande regista e uno spunto del paesaggio, un animale o un personaggio che incontra o immagina, diventano il gancio per costruire incredibili scenari di sapore molto cinematografico. La descrizione si sublima in immaginazione e davanti agli occhi si materializza un film, né più né meno. Anche per questi momenti soltanto val la pena di leggere il libro e non scordarselo più.

A piedi da Monaco a Parigi con il grande regista:
sentieri ghiaccio werner herzog

Dove: da Monaco a Parigi
Quando: inverno 1974
Traduzione: Anna Maria Carpi
Titolo: Sentieri nel ghiaccio
Autorə: Werner Herzog
Editore e anno: Guanda 2018
Genere: diario di viaggio
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