Le voci di Marrakech – Elias Canetti

A Elias Canetti arrivai per merito di un amico che mi consigliò di leggere Auto da Fè. Era un collega di università con cui spesso ci si scambiava titoli di libri e film. Questo consiglio lo annovero ancora tra i migliori della mia vita. Quasi subito, per una di quelle strane circostanze della vita in cui si accumulano coincidenze, mi ritrovai il suo saggio Massa e Potere nel programma di Letterature comparate. Un’altra epifania. Come lo fu l’autobiografia dell’autore, di cui corsi a vedere anche la casa di Ruse durante il mio viaggio in Bulgaria, anche se dovevo arrivarci apposta da lontanissimo con un viaggio infinito su un furgoncino malandato.

Questo per inquadrare il motivo per cui manca poco alla venerazione nel mio rapporto con Canetti. Che non mi ha deluso neanche con la narrativa di viaggio. Il libro su Marrakech è una raccolta di brevi frammenti narrativi che raccontano una città attraverso le sue molte voci, come svela il titolo.

Durante la scrittura del saggio Massa e Potere l’autore sentì l’esigenza di allontanarsi dalle sue carte per immergersi tra voci nuove, incomprensibili eppure piene di suggestioni. E se ne andò in Marocco. Era il 1954. Lo fece al seguito di una troupe cinematografica di cui faceva parte solo come accompagnatore. Era libero di andarsene a zonzo come gli piaceva e lo faceva spesso e volentieri.

Canetti vagava tra i suk, percorreva viuzze tortuose, frequentava mercati e piazze, incontrava cammelli e mendicanti, farabutti e commercianti, cantastorie e donne celate dal velo. E coglieva ogni dettaglio, spunto, sguardo. Riconosceva una sola parola, Allah, e trovava ben più estranei inglesi e francesi mentre si riconosceva assai più simile ai locali, benché non ne comprendesse la lingua. Della volta che raggiunse il centro della Mellah ebraica disse:

Davvero in quel momento mi sembrò di essere altrove, di aver raggiunto la meta del mio viaggio. Da lì non volevo più andarmene, ci ero già stato centinaia di anni prima, ma lo avevo dimenticato, ed ecco che ora tutto ritornava in me. Trovavo nella piazza l’ostentazione della densità, del calore della vita che sento in me stesso. Mentre mi trovavo lì, io ero quella piazza. Credo di essere sempre quella piazza.

Val la pena farsi un giro a Marrakech con Canetti
libro marrakech canetti

Dove: Marrakech
Quando: 1954
Titolo: Le voci di Marrakech
Autorə: Elias Canetti
Traduzione: B. Nacci
Editore e anno: Adelphi 2004
Genere: narrativa di viaggio
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