Sul viaggiare: ciò che porta fuori rotta

#sulviaggiare


Cinque anni, oggi, fa mi appuntai questa frase sull’agenda e da allora la ricopio ogni anno su quella nuova:

il viaggiatore indolente che decide di sostare non è incuriosito da quello che cerca ma da ciò che troverà. Alla curiosità del cercatore d’oro che scava e trova, preferisco quella del collezionista che girovaga, scopre e si stupisce.

Viene da un libriccino della collana Piccola filosofia di viaggio di Ediciclo. È di Patrick Manoukian e si intitola L’arte di perdere tempo. Piccola celebrazione della sosta e degli imprevisti.

Mi sembra che riassuma perfettamente quello che cerco viaggiando ma mi ricorda anche di rallentare, sostare, lasciarmi andare alle sorprese che mi aspettano sulla via perché solo così sarà possibile coglierle.

Io che ho sempre la tendenza a progettare e programmare in anticipo, con la scusa di risparmiare tempo e godermene il più possibile, trovo benefico e rinfrescante allentare di tanto in tanto la presa. So che le cose più belle in viaggio, ma più in generale nella vita, mi sono successe così. Però ho bisogno di rammentarlo, di tanto in tanto. Perciò scrivo questa frase pure qui, per me e per te se dovessi averne bisogno.

Tra le brevi ma dense pagine del libro ho sottolineato anche questa: “la forza del viaggio sta in ciò che ci porta fuori rotta” che si ricollega in fondo al precedente appuntamento di questa piccola rubrica di riflessioni sul viaggio. Al prossimo mese!

La foto di apertura è di Annie Spratt/Unsplash

I link ai libri sono affiliati, ricevo una piccola commissione su ogni acquisto che alimenta altre letture di cui raccontarti. Ma se decidi di andare nella libreria di quartiere sono contenta lo stesso.

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